Facendo una rapida rassegna sui formaggi siciliani, non possiamo tralasciare la loro storia. Già Omero (600/700 a.C.) cita i formaggi dell’isola nei cesti della caverna di Polifemo, anche Plinio nella classificazione dei formaggi nazionali ed esteri, tra i migliori inserisce quelli di Agrigento. Una storia, quindi, di tutto rispetto! Tra i formaggi siciliani più conosciuti abbiamo quelli fatti con latte vaccino a pasta filata: il Caciocavallo Palermitano, il Ragusano, la Provola dei Nebrodi e la Provola delle Madonie; e quelli a pasta dura prodotti con il latte di pecora: Maiorchino, Pecorino e Piacentino. Particolare la Vastedda della Valle del Belice a pasta filata e latte di pecora.
Il Caciocavallo Palermitano: si narra che furono i Mongoli ad inventare questo formaggio, ne appendevano due, legate con una corda tra loro, in groppa al cavallo (da ciò il suo nome). La forma è di un parallelepipedo, con crosta liscia, sottile e di colore giallo (dal paglierino al dorato). La pasta è tenace e giallo paglierino. Al gusto è pastoso, dolce e delicato se fresco, piccante e saporito se stagionato.
Il Ragusano: la forma è quella di un grosso parallelepipedo con gli angoli smussati, la crosta è sottile e liscia, di colore giallo che diventa più scuro con la stagionatura. La pasta, compatta, è di colore giallo paglierino. L’odore è intenso, gradevole, e in bocca dal dolce e delicato per un formaggio più fresco, a un piccante e pungente per uno più stagionato.
La Provola dei Nebrodi: le forme hanno una crosta liscia, lucida di colore giallo paglierino, la pasta è compatta e morbida. Il sapore è dolce quando è poco stagionata, altrimenti è piccante e aromatica.
La Provola delle Madonie: più schiacciata e panciuta della cugina, ha la forma di un fiasco panciuto e la crosta liscia e sottile di color giallo paglierino ambrato. Sono ancora molti i casari che la producono in modo artigianale. La crosta è sottile, gialla chiara, e la pasta è morbida e compatta. Il sapore è prevalentemente dolce e delicato.
Il Maiorchino: il nome proviene da un antico gioco del ’600 che si faceva nel messinese. La forma è quella di una ruota schiacciata e la crosta rugosa è di colore giallo che diventa marrone con la stagionatura. La pasta è bianco-paglierino abbastanza compatta, l’odore è di latte così come il sapore che inizialmente è delicato di panna e crema e diventa piccante e saporito nel tipo stagionato.
Il Pecorino Siciliano: si dice sia il formaggio più antico e che prenda il suo nome da pecus (dal latino: pecora). La forma è cilindrica, la crosta rugosa (dovuta ai segni lasciati dai canestri di giunco) il colore è giallo con diverse tonalità a seconda la stagionatura. La pasta è bianca e compatta. Al gusto friabile e granuloso, il sapore piccante.
Il Piacentino: con un sapore aromatico e gradevole con punte di piccante è un formaggio dalla forma cilindrica, con la crosta rugosa e sottile, ha la pasta compatta e morbida di colore giallo, dovuto alla presenza di zafferano (che caratterizza anche il suo profumo).


