Dovendo riprendere alcuni concetti di marketing mi sono soffermata su alcune pagine di un libro molto interessante (”Wine Management” del prof. V. Zampi) che spiegano il concetto di classificazione del vino. Ho pensato utile farne cenno perché spessissimo accade che leggendo una sigla su un’etichetta restiamo indifferenti o magari non sappiamo cosa c’è dietro…
Per classificare i vari tipi di vino (si, ogni bottiglia è unica, ma credo siamo tutti d’accordo nel ammettere che un vino novello sia qualcosa di diverso da uno spumante o da un marsala…) ci sono vari criteri, quelli che si riferiscono alle caratteristiche del prodotto (colore, acidità ecc.), quelli che fanno riferimento alle caratteristiche dei processi di produzione (tipo di vitigno, barrique si barrique no, ecc.) e quelli che basano la classificazione secondo il possesso di determinati prerequisiti (zona di produzione, varietà delle uve…). Non possiamo però prendere le distanze dalla normativa dell’Unione Europea che regola l’applicazione delle Denominazioni d’Origine (stabilisce i criteri di riferimento che si devono seguire per produrre quei vini che dovrebbero costituire la parte più qualificata della produzione) e che distingue i vini secondo due criteri fondamentali: uno secondo le caratteristiche fisico-chimiche e l’altro secondo le caratteristiche di qualità e di origine.
Il primo criterio ci riporta a tre fondamentali tipi di prodotto:
1) vini fermi: rientrano tutti i vini che derivano da un processo di vinificazione ordinario senza aggiunte o trattamenti particolari (comuni vini bianchi, rossi e rosati). I vini devono rispondere ad alcuni requisiti tipo grado alcolico minimo e massimo (8,5% vol – 15% vol), acidità, contenuto di zuccheri non fermentati ecc.
2) vini mossi: rientrano quei vini che hanno l’effervescenza come caratteristica principale grazie alla presenza di anidride carbonica. Dipende dalla pressione la differenza tra vini frizzanti (pressione compresa tra1 e 2,5 bar) e spumanti (non meno di 3 bar).
3) vini speciali: vini che non possono rientrare nelle classi precedenti grazie a lavorazioni che li rendono più alcolici, aromatizzati ecc.
Il secondo criterio distintivo ci riporta al sistema delle denominazioni. Abbiamo:
- V.Q.P.R.D. (Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate) che provengono da zone determinate e che sono prodotti seguendo precisi disciplinari.
- Vini da tavola con requisiti più elastici rispetto alla categoria precedente, vini comuni destinati al largo consumo.
In Francia troviamo due tipologie di vini che rientrano nei V.Q.P.R.D. e sono gli AC (Appellation Controléè) e i VDQS (Vins Delimitès de Qualité Supérieure). Per i primi ci sono regole più severe e la qualità è molto alta. Ci sono poi i Vin de Pays che provengono da zone definite, ma molto più ampie rispetto ai vini delle appellazioni precedenti.
In Italia, come per la Francia, abbiamo tre possibili livelli di denominazione, due relativi ai V.Q.P.D.R. (DOCG e DOC) e una categoria analoga ai Vin de Pays (IGT Indicazione Geografica Tipica). La principale differenza tra la DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e la DOC (Denominazione di Origine Controllata) è che la qualità della DOCG è garantita anche dall’assaggio di apposite commissioni, entrambe hanno l’obbligo di seguire determinati disciplinari di produzione.
In Germania, la legislazione permette di aggiungere zucchero ai mosti per aumentare il contenuto alcolico del vino e troviamo due tipi di classificazione una basata sulle origini del prodotto e una sulle sue caratteristiche. Abbiamo i QbA (Qualitatswein Bestimmter Anbaugebiete) che sono vini prodotti in una regione vinicola determinata (che comprende circa 130 grosslagen e cioè aree viticole ampie con 2600 singoli vigneti einzzellagen). Poi abbiamo la QmP (Qualitatswein mit Pradikat) che fa riferimento alle caratteristiche del prodotto (regole rigide di produzione e divieto di aggiunta di zucchero). C’è anche un’altra categoria, poco usata che è intermedia tra i vini V.Q.P.D.R. e i vini da tavola che è il Deutcher Landwein.
Ovviamente esistono anche dei criteri di classificazione che fanno capo alle fasce di prezzo dei prodotti, ai vitigni o anche al merito ( si pensi alle valutazioni di qualità degli opinion leaders su riviste specializzate, guide, concorsi…), ma non vorrei tediarvi eccessivamente…




Se mi permetti due piccolissime correzione, non à l’AC che trovi in Francia, ma l’AOC (”o” per origine, come in Italia), et VDQS significa Vini Di Qualità Superiore, non c’è il “délimités”…
Ovviamente, non cambia niente sul fondo al tuo post.
Grazie per le tue precisazioni, significa che hai letto il post attentamente, per quanto riguarda la prima, hai ragione, spesso l’AOC viene soltanto chiamata AC, un diminutivo che usano gli addetti ai lavori!
E per quello che riguarda la seconda precisazione… beh, ti invio dei link ai quali accedere per dare un’occhiata all’argomento…
http://www.allacortedibacco.com/shop/Vini-per-tipologia/Vini-Francesi/
http://it.wikipedia.org/wiki/Vino
http://www.correrenelverde.com/cucina/eno/francia/vinifrancesi.htm
Su questo argomento, molto attuale, bisogna fare una distinzione che è,nel nostro paese ed anche nell’ universo Enofilo, di sostanziale importanza nella stessa commercializzazione dei vini.
Mentre nell’Italia tutta, la tentazione dell’IGT permette, alle Aziende Vinicole, di assemblare “VINI” commercialmente più accattivanti un pò per giornalismo …..( ???), un po’ per moda ….. ( e su questo ci siamo ben capiti !!!) in Francia, con la Sua storia millenaria di VINO, nessun Vin De Pays riesce a conquistare i veri Wine Experts, MENTRE TUTTI E SOTTOLINEO TUTTI gli AOC ed anche i VDQS hanno quell’ “ALLURE ” che incontestabilmente viene riconosciuto alla Francia.
Forse l’ho già postato da un’altra parte dove era meno correlato comunque io ho trovato un programma software per la catalogazione dei vini che permette di inserire tantissime informazioni e quindi diversi criteri di classificazione dei vini. Sul sito dedicato è possibile scaricare anche la demo gratuita ma già dalle pagine inserite è possibile avere una panoramica del funzionamento. Il sito è http://www.pcbacco.it.