Eric Asimov, famoso giornalista del New York Times, autore di diverse guide enogastronomiche, ha pubblicato un articolo nel quale vengono indicati e analizzati i 10 migliori vini il cui costo non superi i 10 dollari (7 euro circa al cambio attuale).
L’articolo, tuttavia, non è solo (e semplicemente) una guida rivolta all’utente su come risparmiare acquistando con il maggior profitto.
Asimov, dalle colonne del NY Times, coglie l’occasione per effettuare un’acuta analisi in tema di marketing: questo termine inteso proprio nel suo significato di studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato, degli utilizzatori con l’impresa, ma anche delle dimaniche interne di una impresa stessa.
Si cerca, inoltre, di analizzare in che modo il prezzo di un vino sia espressione del suo valore come prodotto, in sostanza si analizza il rapporto qualità prezzo (e di fatto questo metodo a mio avviso è un buon modo per valutare le capacità e l’onestà di una azienda).
L’analisi è stata condotta da Asimov insieme a Jill Roberts, responsabile per Valckenberg, un importatore dei vini tedeschi e Chris Goodhart, direttore del settore “vino” di Balthazar in SoHo.
Questa la lista di quelli giudicati migliori:
Casa Cadaval Portugal Ribatejano, $8.99, ***
Domaine de l’Ameillaud France, $9, ** ½
Viña Gormaz Spain Ribera del Duero , $9, **
Georges Duboeuf France, $9, **
Altas Cumbres Argentina Mendoza, $9, **
Wyatt California Cabernet Sauvignon 2005, $10, **
J. Vidal-Fleury France, $10, **
Domaine Monte de Luz, $7, **
Ravenswood California Vintner’s Blend, $10, **
Paringa, $9, * ½
E’ chiaro che questa indagine non ha un valore esaustivo, ma propositivo.
Risulta a mio avviso particolarmente importante mettere in evidenza la fattura, la trasparenza e l’onestà dell’analisi condotta da Asimov.
Potessimo anche noi leggere articoli di tal fatta!




Mi sembra chiaro che i nostri vini da loro costano di più altrimenti questa lista sarebbe completamente diversa.
Comuque riflettendoci meglio è un’ottima iniziativa.
Dovremmo seguire l’esempio anche noi in Italia (ma forse ci sono troppi interessi in ballo per poterlo fare).
Mi riferivo proprio a questo concetto nel post ed in tal senso esprimevo il mio rammarico.
Reportage come quelli di Report su Rai 3 “In Vino veritas” e film come “Mondovino” di Jonathan Nossiter rapprsentano degli importanti esempi di denunica, sarebbe bello trovare anche esempi di analisi.
Ci sono persone che cercano di fare più soldi modificando con propri metodi il mondo del bere, appiattendo il gusto del vino
trascinando folle, che di vino ne capiscino ben poco. Chi a una buona cultura del bere ne può rimanere fuori.